PROPOSTE EVENTI 2020-2021
Celebrazione di Enrico Caruso per il Centenario della Morte (1921-2021):
• Il Grande Caruso (Dramma musicale di P. C. Faillaci);
• Pagliacci (Opera di R. Leoncavallo);
• La Fanciulla del West (Opera di G. Puccini);
• Tosca (Opera di G. Puccini);
• Conferenza-Mostra su Arte e Vita di Enrico Caruso.
Celebrazione di Giuseppe Verdi per i 120 Anni dalla Morte (1901-2021):
• Macbeth (Opera di G. Verdi).
20s, gli Anni dell'Allegria (idea di P. C. Faillaci)
Concerto-Spettacolo sui Ruggenti Anni Venti del Secolo Scorso.
Introduzione agli Spettacoli
Gli spettacoli proposti sono riconducibili al genere Opera Aperta che si avvale di un approccio interdisciplinare e multimediale, rispettoso sia dell’uso ortodosso della vocalità lirica, sia del classicismo dei capolavori in questione.
Riteniamo il fatto che un classico è, di per sé, sempre moderno e attuale; non vi è alcun bisogno di ricercare forzate modernità. Con ciò si vuole sottolineare che gli allestimenti rispetteranno la verità storica dei titoli proposti, però realizzati con tecniche all’avanguardia che li renderanno snelli, leggeri, facilmente rimodulabili grazie ad un comune contenitore di elementi e materiali combinati in maniera diversa, consoni a comporre e scomporre volumi, gradinate, piani inclinati ecc.
In questa ottica, l’approccio registico avrà trovate originali e non di maniera, tali che, con l’ausilio di ricercati effetti di luci e proiezioni, consegneranno al pubblico scenografie, costumi e arredi suggestivi e di grande valore estetico.
Insomma, allestimenti moderni che, pur portando il marchio secolare dell’italianità, avranno una sequenza culturale comune e universale ove è palese l’umano bisogno di rappresentare e rappresentarsi.
Gli spettacoli proposti, qualora persistesse l’emergenza nuovo coronavirus SARS-CoV-2, sono declinabili secondo il protocollo anti covid 20/83/CR01/COV19
Direttori, Artisti, Maestri e Complessi Artistici, ove a noi richiesti, si attesteranno fra i più rinomati del panorama nazionale ed internazionale e saranno concordati con i Teatri interessati anche per singoli titoli.
Il Grande Caruso (Dramma musicale di P. C. Faillaci)
Il dramma musicale biografico Il Grande Caruso è un omaggio al grande tenore ed è proposto in abbinamento a Pagliacci di R. Leoncavallo, opera storicamente segnata dalla leggendaria interpretazione di Enrico Caruso.
Questa performance di teatro, musica e danza ripercorre la vita, l’opera e l’arte del mitico tenore, da molti ritenuto uno dei più grandi, ed è anche una sentita testimonianza dell'arte del teatro lirico e dello spettacolo dal vivo in genere, attraverso la sua figura leggendaria ed emblematica, nonché la messa in scena del contrasto fra l’uomo e l’artista Caruso: una vita privata e sentimentale travagliatissima, una condizione subita come “emigrante di lusso” e, di contro, una carriera artistica formidabile e mitica fatta di fama, gloria e ricchezza.
Caruso muore a soli 48 anni all’apice della gloria e della sua carriera.
La performance adotta l’espediente drammaturgico del personaggio Caruso, ormai nella fase finale della tormentata malattia che lo condurrà alla morte, che si lascia andare ai ricordi: scrive un diario biografico e alcune lettere ricostruendo, su fili della memoria, il proprio vissuto, gli inizi della carriera, lo sbarco in America, l’incontro con la prima moglie, il tradimento, la malattia…
Le musiche sono tratte da brani rielaborati di Tosti, Puccini, Leoncavallo, Verdi, Giordano ecc., i testi sono tratti dalle lettere originali di Caruso.
Il Grande Caruso è una riedizione aggiornata di una produzione ETI del 2007 sotto la direzione artistica di Michele Placido, ripresa dal Teatro dell’Opera di Roma in seno alla rassegna l’Opera a Teatro.
Le scene originali erano di Maurizio Varamo, compianto scenografo.
L'allestimento proposto ha le caratteristiche già descritte nell’introduzione agli spettacoli del presente dossier.
Regia di Otello Camponeschi
Scene e costumi di Fabrizio Onali
Arrangiamenti e rielaborazioni musicali di Catello Milo
Coreografie di Enzo Vizzini
Durata 75 min.
Pagliacci (Opera di R. Leoncavallo)
Il legame Caruso-Pagliacci è storicamente noto.
È acclarato che Pagliacci sia uno dei titoli particolarmente legato alla figura del grande tenore, il quale seppe esprimere, come forse nessun altro, lo struggimento sensuale e la passionalità dei personaggi veristi (anche il "verismo borghese" di Puccini ), toccando i vertici assoluti della vocalità verista.
D’altronde, l’aria Vesti la Giubba, incisa da Caruso su disco per l’incipiente industria discografica ai primi del novecento, fu il primo disco al mondo a vendere più di un milione di copie e contribuì a fare di Caruso un “mito vivente”, il primo vero divo da Star-System.
L’espediente registico vede la rappresentazione di Pagliacci come un flashback del personaggio Caruso quasi in deliquio, attanagliato dalla grave malattia, fra i ricordi rappresentati ne I Grande Caruso nella prima parte della serata.
L'allestimento ha le caratteristiche già descritte nell’introduzione agli spettacoli del presente dossier.
Regia di Otello Camponeschi
Scene e costumi di Fabrizio Onali
La Fanciulla del West (Opera di G. Puccini)
Enrico Caruso è stato il primo interprete, in una storica serata trionfale, nel ruolo di Dick Johnson, espressamente voluto da Puccini. Della storica prima di Fanciulla, andata in scena il 10 dicembre 1910 al Metropolitan di New York (la più colossale operazione pubblicitaria nella storia dell’opera), resta un’inedita cronaca nelle caricature eseguite da Caruso durante le prove: Puccini, Toscanini, i colleghi, non sfuggirono al suo realistico tratto satirico, essendo Caruso un abile disegnatore caricaturista.
La Fanciulla del West è un’opera rivoluzionaria che segna il passaggio dal melodramma fin qui conosciuto, quand'anche già rinnovato da Puccini, agli stilemi del nuovo teatro musicale del novecento.
L'allestimento ha le caratteristiche già descritte nell’introduzione agli spettacoli del presente dossier.
Regia di Otello Camponeschi
Scene e costumi di Fabrizio Onali
Tosca (Opera di G.Puccini)
Caruso era stato prescelto da Puccini per la creazione del ruolo di Cavaradossi al Teatro Costanzi di Roma nel Gennaio 1900 ma, per motivi non di carattere artistico, si decise di scegliere un altro interprete.
Puccini dovette constatare, visti i successivi trionfi di Caruso in questo ruolo, che Caruso fosse senz’altro il migliore Cavaradossi. D’altronde, già in precedenza, Puccini definì Caruso come “mandato da Dio”.
L'allestimento ha le caratteristiche già descritte nell’introduzione agli spettacoli del presente dossier.
Regia di Otello Camponeschi
Scene e costumi di Fabrizio Onali
Conferenza-Mostra su Arte e Vita di Enrico Caruso
La mostra, suddivisa in varie sezioni con documenti, cimeli e curiosità carusiane, è realizzata in collaborazione con l’associazione Museo Enrico Caruso di Milano e il Museo Enrico Caruso di Lastra a Signa (FI).
Avrà anche una sezione dedicata a Caruso come ambasciatore della cucina partenopea, a testimonianza della passione del tenore per la cucina. Egli si compiaceva di riuscire a far trasferire a New York i più bravi pizzaioli e cuochi napoletani, dando loro una mano ad aprire un esercizio nella Little Italy, per ricreare un angolo della sua amata Napoli. Divennero famosi, quindi, i maccheroni della Costiera Amalfitana, la pasta di Gragnano, Torre Annunziata e Torre del Greco, l'olio extravergine dei colli di Sorrento e i pomodori di San Marzano. Questi prodotti cominciarono ad invadere il mercato americano, per cui quest’attività aggiuntiva del tenore fu promotrice di vari contratti commerciali, tanto che oggi, si può affermare che Enrico Caruso fu, inoltre, il più celebre ambasciatore della gastronomia regionale campana.
La mostra è preceduta da una conferenza tenuta da esperti e appassionati di Enrico Caruso ed è, altresì, corredata da libri e scritti sulla vita e l’arte del leggendario tenore.
Macbeth (Opera di G. Verdi)
Per celebrare Giuseppe Verdi abbiamo scelto Macbeth, quale titolo rappresentativo (si avrebbe, in realtà, l’imbarazzo della scelta) di tutti gli elementi caratterizzanti il melodramma verdiano, non fosse altro che per la ricerca ossessiva di una prosa concisa, forte e significante, unita all’uso di poche parole che fossero, però, in grado di rendere la situazione drammatica.
Verdi, in Macbeth, inizia a definire un concetto fondamentale per lo sviluppo del proprio teatro, quello cioè di “parola scenica”, una parola che traducesse precisamente la situazione drammaturgica.
Infine, opinione di molti, il Macbeth (1847) è un sommo capolavoro, senz’altro collocato fra i massimi di Verdi e di tutto il melodramma ottocentesco.
L'allestimento ha le caratteristiche già descritte nell’introduzione agli spettacoli del presente dossier.
Regia di Otello Camponeschi
Scene e costumi di Fabrizio Onali
20s, gli Anni dell’Allegria (Concerto-Spettacolo sui Ruggenti Anni Venti del Secolo Scorso)
Sono appena iniziati gli anni venti del nostro secolo.
L’intento di questo concerto-spettacolo è di rievocare, con arie d’opera, canzoni e brani drammaturgici, gli allegri, euforici, folli “ruggenti anni venti”.
Un decennio post-guerra caratterizzato, soprattutto nelle grandi città degli Stati Uniti prima e dell’Europa poi, da una fortissima espansione economica, da grandi mutamenti del costume e da una grande fiducia nel futuro.
Il consumismo diviene un fenomeno di massa, si diffondono elettricità e telefono, elettrodomestici e automobili; si assiste ad un forte processo di urbanizzazione e si afferma una cultura di massa veicolata dalla radio e dal cinema emergenti; nasce il prototipo dell’apparecchio televisivo e i primi voli per civili.
La comunità nera dà vita a quella che sarà ricordata come “età del jazz”; ragazze disinibite con capelli e gonne corti affollano i locali da ballo e fumano in pubblico.
In letteratura si afferma la cosiddetta “generazione perduta” e l’Art Decò è lo stile grafico e architettonico del decennio.
Anche se tutto ciò svanirà poi con la grande depressione del ’29, le basi della modernità saranno state ormai gettate.
Idea di Pasquale C. Faillaci
Musiche tratte da Satie, Puccini, Ravel, Gershwin, Lehar, d’Annibale ecc.
Testi tratti da Brecht, Pirandello, Marinetti, Bovio ecc.
Regia di Otello Camponeschi
Scene e costumi di Fabrizio Onali
Arrangiamenti e rielaborazioni musicali di Catello Milo
Durata 75 min.